Stemma Arzachena Comune di Arzachena

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Testi della dottoressa Angela Antona


Quale sia l'origine del toponimo "Arzachena" non è certo. Fra le diverse ipotesi, considerate le caratteristiche ambientali, col vento che quasi instancabilmente soffia nella zona, ora più violento, ora sotto forma pacata di brezza, garantendo uno splendido cielo turchino, raramente pennellato di nuvole, si predilige qui l'interpretazione più suggestiva che la indica nel significato di "luogo dell'azzurro".

La più antica citazione del toponimo di Arzachena , nella forma Arsaghene, risale al 1421 nella Carta d'Infeudazione concessa da Alfonso V di Spagna a Ramboldo de Corbaria.
In età preistorica, a partire dal V millennio a. C., si colloca il più antico insediamento isolano legato alle culture portatrici del megalitismo, la cui identificazione ha dato origine al fenomeno culturale noto nel mondo archeologico come "cultura di Arzachena".

In epoche successive, la dislocazione in prossimità del mare e la disponibilità e varietà di risorse naturali hanno reso il territorio particolarmente idoneo per l'insediamento di comunità basate su un'economia sia di sussistenza che di sviluppo. In particolare, durante l'Età del Bronzo, fra il XVI e il X secolo a. C., si constata un denso popolamento della zona documentato da un territorio costellato di insediamenti.

Si assiste, inoltre, ad uno sviluppo dell'architettura nuragica distinta da forme di particolare maestosità, soprattutto nell'aspetto funerario: le tombe di giganti. Queste fanno capo ad estesi insediamentiv costituiti da nuraghi sia semplici che complessi, attorno ai quali si sviluppano spesso villaggi particolarmente articolati (vedi, ad esempio, i complessi di La Prisgiona e di Malchittu). I materiali culturali che vi si rinvengono mostrano la partecipazione delle comunità che vi risiedevano ad attività "commerciali" di scambio sia isolane che transmarine.
In età storica, dopo sporadiche e documentate frequentazioni punicheassume particolare significato la presenza romana, tanto da esserecitata nell'Itinerarium Antoniniano (una sorta di carta stradale dell'Impero) la stazione di Turibulum Minus, dislocata fra il golfo di Arzachena e l'attuale centro abitato.

Come per molti dei paesi galluresi, all'origine della nascita della cittadina moderna è la presenza della settecentesca chiesa campestre di Santa Maria Maggiore (attualmente denominata Santa Maria della Neve), attorno alla quale nel 1776, per volontà di Carlo Emanuele Filiberto, di Vittorio Amedeo III di Savoia e del Vescovo Mons. Francesco Guiso, prende forma il centro abitato dell'attuale Arzachena, che assume ben presto dimensioni ragguardevoli per un fenomeno di inurbamento e con l'arrivo di numerosi artigiani dall'entroterra gallurese.

Verso la fine dell'Ottocento, il paese comincia la sua crescita di carattere economico, crescita limitata dallo stato di isolamento rispetto ai centri maggiori (Tempio Pausania, il suo capoluogo, Olbia e Palau) per mancanza di strade. Grazie alla tenace azione di un "Comitato pro-autonomia" costituitosi nel 1909 (853 abitanti), guidato dal giovane maestro elementare Michele Ruzittu e animato dagli arzachenesi più facoltosi (proprietari terrieri, imprenditori agricoli, commercianti ed artigiani), il 4 febbraio 1922 segna la svolta col raggiungimento dell'autonomia comunale.

La costruzione immediatamente successiva della strada Olbia-Palau ed i collegamenti stradali migliorati con Tempio pongono fine al proverbiale isolamento, consentendo l'avvio di un moderno processo di crescita.


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